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Amministrazione
STRADA DEI PARCHI S.p.a.
06 Feb, 2012 at 07:59 PM

     EMERGENZA NEVE FEBBRAIO 2012

Riportiamo di seguito il testo della lettera fax inoltrata il 07.02.2012 alla attenzione dell’Amministratore Delegato.

Da segnalazioni pervenuteci, risulterebbe che nell'ambito dell’emergenza di cui trattasi, comunque ampiamente prevista, non siano stati assunti provvedimenti a sostegno del personale di esazione quali l'adozione di una opportuna ridefinizione dei turni di lavoro, che tenesse conto della residenza degli esattori e delle esattrici nell’assegnazione della stazione ove prestare servizio, nonché la mancata attivazione di supporti logistici quali mezzi di trasporto, adeguati alla circostanza, al fine di rendere possibili gli spostamenti da/per le sedi di lavoro, e l’appropriato ristoro di coloro che rimanessero, comunque, bloccati nelle dette sedi.

La invitiamo, pertanto, a verificare quanto riferito e, nel caso, ad intervenire con la necessaria prontezza.

"TURNI GRIGI"

 
LETTERA FAX del 31.01.12 

 Oggetto: CCNL Art.9  punto 20. Orario di lavoro.

Facendo seguito alla lettera di pari oggetto in data 08.04.2010, allegata alla presente, speditaVi con raccomandata a.r. e da Voi ricevuta il 09.04.2010, la scrivente O.S. rileva che dopo il riscontro positivo limitato in continuità a pochi casi, anche per questi ultimi, nel prossimo mese di febbraio, si è ripreso a fissare i cosiddetti “turni grigi” successivamente al giorno di riposo e quindi con previsione di assegnazione dell’eventuale turno di lavoro entro le ore 20,00 del giorno di riposo medesimo, costringendo i/le lavoratori/trici, di fatto, ad essere reperibili per tutta la stessa giornata.

Richiamando integralmente i motivi della contestazione, a riguardo di tale condotta, esposti nella su richiamata precedente lettera di pari oggetto in data 08.04.2010, torniamo a chiederVi d’impartire le disposizioni dirette a far sì che la comunicazione di assegnazione dei turni lavorativi in questione avvenga durante l'orario di servizio.

 

RACCOMANDATA A.R. del 08.04.2010

 

Oggetto: CCNL Art.9  punto 20. Orario di lavoro.

La scrivente O.S. rileva che Strada dei Parchi S.p.a., con riferimento al personale con contratto di lavoro per 37 ore settimanali, non sempre comunica l'assegnazione dei quattro turni di servizio non soggetti alla programmazione mensile nel corso della giornata lavorativa; anzi, almeno per quanto riguarda i propri/e iscritti/e, esattori/trici a 37 ore settimanali, tale comunicazione viene regolarmente effettuata entro le ore 20,00 del giorno di riposo, costringendoli così ad essere reperibili per tutta la medesima giornata.

Tale comportamento di Strada dei Parchi S.p.a. non trova alcun fondamento di legittimità nel CCNL, che, a differenza, ad esempio, da quanto previsto all’art. 43 punto f) con l’istituto della reperibilità, il cui obbligo di osservanza deve, tra l’altro, risultare da precedente, dedicata, disposizione scritta e compensato con specifica indennità, nulla dispone in ordine alla reperibilità in questione, di fatto pretesa dalla Società.

Ciò detto, è evidente che le prescrizioni d’ordine temporale previste dal CCNL a riguardo della summenzionata possibile assegnazione di turni di lavoro, c.d. “turni grigi”, entro le ore 20.00 di ciascuno dei giorni precedenti quelli non programmati, con un preavviso di almeno 10 ore prima dell’inizio della eventuale prestazione di lavoro, sono poste ad esclusiva tutela della libertà individuale del/la lavoratore/trice e quindi non possono riferirsi a periodi non attinenti alla prestazione lavorativa fissata, in particolare assegnati dalla stessa Società per il riposo, ed, inoltre, non sussistendo retribuzione alcuna per la suddetta pretesa reperibilità, la richiesta di quest’ultima si appalesa anche come violazione dei dettati Costituzionali di cui agli artt. 3 e 36.

Pertanto, Vi chiediamo d’impartire le conseguenti disposizioni dirette a far sì che la comunicazione di assegnazione dei turni lavorativi in questione avvenga durante l'orario di servizio.

CHIEDIAMO TRASPARENZA

 (i diritti di tutti prevalgano sull’interesse di pochi)

Facendo seguito ai comunicati del 20 e 23 gennaio 2012 delle RSA Filt-CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, UGL-AT, SLA-CISAL abbiamo inoltrato all’azienda in data 26.01.2012 la lettera fax il cui testo riportiamo di seguito.

Nel comunicato ai lavoratori delle RSA di Filt-CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, SLA-CISAL, UGL-AT, datato 20.01.2012, si legge della discussione in corso con l’azienda circa la “tenuta” deilivelli occupazionali che, testualmente, “hanno visto le OO.SS. compatte nel respingere ogni tentativo di aggirare il contenuto del rapporto concessorio in essere e del piano finanziario che ne è parte integrante”  senza però precisare se il citato “contenuto del rapporto concessorio in essere e del piano finanziario” preveda il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, nonché, si legge, che “non potrà avere alcun effetto sul presidio delle stazioni autostradali” una non meglio specificata previsione di nuovi sistemi di armonizzazione Europea per la riscossione del pedaggio e si aggiunge che “nessuna diversa collocazione della sede della Direzione potrà essere accettata e condivisa”. Tale ferma posizione, già oscura per quanto detto, inoltre cade in contraddizione con quanto è affermato a conclusione dello stesso comunicato cioè che “la ripresa del confronto”, fissata per il 2 febbraio p.v., dovrà “preventivamente avvicinare le posizioni” e quindi con la dichiarazione della disponibilità a trattare.

In riferimento a quanto esposto, la scrivente O.S. chiede urgentemente un incontro, rilevando che riterrà equivalente una tempestiva nota chiarificatrice dell’azienda ai/lle lavoratori/trici, nel contempo reiterando, nuovamente, l’invito ad aprire una trattativa al fine di comporre le vertenze legali, in corso ormai da ben otto anni, per la definitiva stabilizzazione dei precari i quali, ricordiamo, hanno trascorso anche da decenni la propria attività lavorativa in azienda, sebbene con altre gestioni, senza ottenere la sperata, da sempre, assunzione a tempo indeterminato a causa dell’assenza di una graduatoria e dell’adozione di altri discutibili criteri.

In conclusione, riaffermando che la nostra O.S. non partecipa ad una qualsivoglia riunione senza essere stata invitata e, per di più, senza che siano chiari gli intendimenti e gli argomenti in discussione, informiamo della disponibilità, in ogni caso, a farci carico di convocare una assemblea, fuori dalle sedi aziendali e dall’orario di lavoro, qualora tale iniziativa si rilevasse essere esigenza effettivamente avvertita dai/lle  lavoratori/trici che, nel caso così fosse, invitiamo a richiederci utilizzando il link “contattaci” del nostro sito www.cobasautostrade.it

Roma, lì 26.01.2012

COBAS del Lavoro Privato – Confederazione COBAS

 

SETTORE - IL PUNTO
10 Ago, 2011 at 06:08 PM
 
RINNOVO DEL CCNL

LE IMMUTABILI REGOLE E L’OPPIO DEI POPOLI

(10.08.2011)

C’è chi non è stato in grado di usare nemmeno la “decenza del silenzio” di fronte ai risultati conseguiti con il rinnovo del CCNL, siglato lo scorso 04.08.2011, e questo è insopportabile perché oltre al danno si aggiunge la beffa, quindi, sentiamo, più che mai, l’obbligo di precisare come stanno in realtà i fatti, cercando di essere semplici e chiari, per quanto ci è ed è possibile.

Nel precedente rinnovo del trattamento economico, relativo al biennio 2008-2009, datato 18.12.2008, fu sottoscritto, per il livello di riferimento, il livello “C”, un aumento del minimo tabellare mensile pari ad € 150,00, quindi pari a: € 150,00 / 2 anni =  € 75,00 al mese,  per ciascuno dei due anni per i quali valeva l’accordo, ed un importo forfettizzato -  “una tantum”  - pari, al livello “C”, ad  € 1.200,00, quale liquidazione del periodo pregresso 01.01.2008 - 31.12.2008 (12 mesi), cioè del periodo compreso (la precisazione non è dettata da pedanteria ma da quello che, incredibilmente, leggerete appena di seguito. Siamo arrivati anche a questo !!!) tra la data successiva quella di scadenza dell’accordo precedente e la data precedente quella d’inizio della applicazione dei concordati aumenti tabellari, quindi pari a: € 1.200,00 / 12 mesi = € 100,00  per ciascun mese del periodo medesimo.

Con l’attuale rinnovo del trattamento economico (incluso nel nuovo CCNL) che a differenza del precedente vale per tre anni (2010-2012), l’aumento al livello “C” del minimo tabellare mensile è di € 150,00, quindi pari a: € 150,00 / 3 anni = € 50,00 al mese,  per ciascuno dei tre anni, mentre l’importo della ”una tantum”, per il periodo pregresso 01.01.2010 - 31.07.2011 (19 mesi), e non 01.01.2010 - 31.12.2010  (12 mesi) come erroneamente riportato nel nuovo CCNL, è di € 1.500,00, quindi pari a: € 1.500,00 / 19 mesi = € 78,95 per ciascun mese del periodo medesimo. Tirando le fila, l’aumento del minimo tabellare mensile è diminuito di € 25,00, in termini percentuali di oltre il 33%, per ciascun anno di validità dell’accordo, mentre l’importo della “una tantum” per il periodo pregresso è diminuito di € 21,05 per ciascun mese, in termini percentuali di oltre il 21%.

Ma non basta, con l’accordo del 18.12.2008 si giunse “a regime” (pagamento del 100% dell’aumento mensile tabellare concordato) dopo 12 mesi di forfettizzazione (che rappresenta il ritardo nell’avvio del raggiungimento del suddetto pagamento “a regime”) e in “sole” 12 mensilità, con l’aumento diviso in tre “tranches”, mentre, con l’attuale accordo del 04.08.2011, si giungerà “a regime” dopo 19 mesi di forfettizzazione (con un incremento del periodo in termini percentuali di oltre il 58%) ed in 17 mensilità (con un incremento del periodo in termini percentuali di circa il 42%) con l’aumento diviso in quattro “tranches”, ed, altresì, si nota, come dato di ragguaglio, che, dopo 7 mensilità, con l’accordo 18.12.2008 era stato corrisposto lo 80% dell’aumento tabellare mentre, con l’attuale accordo del 04.08.2011, verrà corrisposto il solo 53%. Per quanto riguarda  la “una tantum”, vi è da rilevare che con l’accordo del 18.12.2008 (biennio 2008-2009) venne liquidata in un'unica soluzione, quindi al 100%, già nella retribuzione di gennaio 2009, mentre con l’attuale accordo del 04.08.2011 (triennio 2010-2012) verrà pagata in sei mesi essendo divisa in due “tranches”, la prima corrisposta con la retribuzione di agosto 2011, per un importo pari al 87%, e la seconda con la retribuzione di gennaio 2012 per un importo pari al restante 13% e, ancora non bastasse, dal pagamento di questa ultima verranno esclusi anche i lavoratori in forza al 01.08.2011, a cui spetta la prima” tranche”, se non continueranno ad essere in forza al 01.01.2012, rimarcando così l’iniquo principio secondo il quale per i neo assunti e per i part-time vale il pagamento in proporzione al tempo in cui si è lavorato nel periodo pregresso, interessato dal rinnovo contrattuale e liquidato con la “una tantum”, mentre è sufficiente cessare di essere in forza un giorno prima della data stabilita, nella circostanza il 01.08.2011 (e quindi il 31.07.2011), per perdere totalmente gli aumenti spettanti per l’attività lavorativa svolta in tutto il periodo medesimo, nel caso, ripetiamo, di ben 19 mesi, dal 01.01.2010 al 31.07.2011.

Tale contesto viene aggravato dall’inflazione reale o “avvertita”, ben più gravosa di quella “ufficiale”, e da un anno in più della durata dell’accordo, “condite” dalla mancata corresponsione della vacanza contrattuale che non si comprende per quale ragione è considerata i “quattro soldi” a cui poter rinunciare quando devono finire nelle tasche dei lavoratori.

In conclusione, diventeremo più poveri.

Si obietterà che si è però ottenuto l’ente bilaterale “anche con funzioni di sostegno al reddito” e recepita nel CCNL l’assistenza sanitaria integrativa (polizza sanitaria) a carico, entrambe, delle aziende. Con tale  affermazione si passa dal risibile al tragico. Infatti, oltre a rilevare che nell’accordo del 2008 venne sottoscritto anche l’incremento al 2% del contributo delle aziende alla previdenza complementare (fondo pensione ASTRI), più in generale, si vorrebbe forse far credere che il “do ut des “ - bisogna dare per ricevere - non valga nel nostro settore e quindi le aziende hanno dato senza ricevere nulla in cambio ?

La realtà è che sono sempre i lavoratori a pagare per ottenere quelle coperture previdenziali, ed oggi anche assicurative ed assistenziali, che proprio le “centrali sindacali”, cgil, cisl e uil, “parti sociali per definizione”, hanno permesso venissero ridotte, e continuino ad essere ridotte, al di più dopo grottesche, quanto sterili, sedicenti incertezze. 

In concreto i lavoratori, a causa di tale “politica”, pagano due volte. Pagano, con le tasse, un welfare - statale - che li tutela sempre meno e pagano, con la rinuncia a migliori trattamenti economici, per ottenere “doppioni privatistici” con i quali sopperire a tali vecchie e nuove carenze, accollandosi anche il costo aggiuntivo del loro stesso mantenimento a gestione riservata proprio alle aziende ed alle “centrali sindacali”.

Inoltre, facendo riferimento al “patriottismo economico”, citato recentemente dal Dott. Mario Monti, chiediamo: sono i settori meno colpiti dalla crisi a dover maggiormente contribuire a rilanciare il così detto “mercato interno”, dando possibilità di spesa con retribuzioni che quanto meno non impoveriscono ? La flessibilità ed il precariato producono incertezza e quindi contenimento dei tanto invocati consumi ?  La riduzione dei prezzi, ottenuta con la diminuzione del costo del lavoro, è utile ad incentivare gli acquisti a fronte della parallela riduzione del reddito ? Più in generale, la “Patria”  va ritenuta un fine od un mezzo ?

Per quanto attiene la parte normativa siamo in presenza del consueto, triste, “déjà vu”- già visto - dall’introduzione dei contratti di apprendistato alla nuova regolamentazione dei contratti a termine, passando attraverso l’applicazione dell’accordo interconfederale del 28.06.2011, mentre suscita, o dovrebbe suscitare, inquietudine l’introduzione del punto 28 all’art.9 “orario di lavoro” con il quale si concede alle rsa e alle aziende la possibilità, in particolare, di poter cancellare i turni continui ed avvicendati di cui ancora oggi “beneficiano” buona parte dei colleghi esattori, ancora oggi costituenti la maggior parte del personale impiegato nel settore.

Ma non basta, a “coronamento” del tutto viene ormai ritualmente affermato che più di così non si poteva ottenere, che bisogna rassegnarsi ad accettare le regole (ed infatti, ad esempio, nella circostanza non vi è stato un solo minuto di sciopero) e magari subordinare a queste stesse regole non solo le condizioni economiche ma anche i diritti,  come se fossimo di fronte ad un ineluttabile, infausto, destino il cui compimento si può solo ritardare. Mai, o al più a seconda delle convenienze, viene da voi detto che se tale è il destino allora dobbiamo e vogliamo cambiare le regole mentre noi lo continuiamo costantemente, coerentemente, ad affermare ed è questo, infine, l’autentico solco che ci divide.

 

SIAMO SEMPRE ALLE SOLITE 

(27.07.2011)

Passano gli anni, passano le proprietà, passa anche qualche segretario delle RSA, cambiano i contesti, ma alla fine siamo sempre costretti a fare i soliti sostanziali commenti, rischiando anche di diventare noiosi. Ma tanto è.

Così al comunicato aziendale del 25 luglio 2011 n°12/2011, con il quale si da notizia che a causa di mancata capienza i rimborsi fiscali sono solo parziali nello stipendio di luglio, le OO.SS. firmatarie del CCNL, e quindi cgil, cisl, uil, ugl e sla-cisal, replicano con il comunicato di oggi, 27.07.11, ed in solo nove righe ci “regalano due perle” da par loro.

Infatti definiscono il comportamento dell’azienda “sostanzialmente rispettoso dei dispositivi di legge”. Bene, anzi male, perché a noi, gente comune, hanno insegnato che i comportamenti o sono rispettosi della legge o non lo sono ed è proprio la capacità e l’abitudine a distinguere che, del resto, permette di non confondere gli innocenti con i colpevoli, la giustizia con l’ingiustizia, gli onesti con i disonesti, i leali con gli sleali, la verità con la menzogna.

Ma, per l’appunto, non basta, nello stesso comunicato le RSA rivendicano per il futuro di “veder ripristinata la corretta informazione preventiva alle OOSS”. Bene, anzi male, infatti oltre ad arrogarsi, di fatto, l'essere le uniche OO.SS. in azienda, dimenticando che la Costituzione riconosce tale qualifica anche alle OO.SS. non firmatarie di CCNL come la nostra (a proposito di legalità “sostanziale” di cui sopra), non chiedono, quindi, siano tempestivamente informati i lavoratori dei loro mancati rimborsi fiscali, ma, bensì, che siano loro, i “lor signori del sindacato”, ad essere preventivamente informati !!!

Comunque, per non essere accusati di inerzia nel merito, ci permettiamo di consigliare, in particolare, a “lor signori del sindacato” di leggere l’art. 19 del decreto del Ministero delle Finanze n°164 del 31.05.99 e s.m.i. nonché la circolare n°21/E del 04.05.2009 della Agenzia delle Entrate. Buona lettura !


COMUNICATO

(17.06.2011)

La CISL ha revocato lo sciopero.

COMUNICATO

(10.06.2011) 

COBAS del Lavoro Privato - Confederazione COBAS comunica che non aderisce  allo sciopero proclamato dalla CISL per il 17 e 19 giugno p.v. in quanto, ribadisce, che qualsiasi percorso vertenziale deve essere condiviso.

Sia ben chiaro, quindi, ancora una volta, che la nostra O.S. non è mai stata, non è e non sarà mai la "ruota di scorta" di chicchessia.  

COMUNICATO

(09.06.2011) 

In data 30.05.2011 "Autostrade per l'Italia" S.p.a., controllata interamente da "Atlantia" S.p.a., ha ceduto alla Toto Costruzioni Generali S.p.a. il 58% della propria partecipazione al capitale sociale di Strada dei Parchi S.p.a. concessionaria delle autostrade A24 (Roma-L'Aquila-Teramo) e A25 (Torano-Pescara).

Attualmente, quindi, la Toto Costruzioni Generali S.p.a. che detiene il 98% del capitale sociale di Strada dei Parchi S.p.a., mentre il restante 2% rimane in possesso di "Autostrade per l'Italia" S.p.a., assume il controllo della Società.

Nel contempo, l' Ing. Roberto Zianna è stato sostituito dall' Ing. Cesare Ramadori nel ruolo di Amministratore Delegato.

Alla Toto Costruzioni Generali S.p.a. gli auguri di buon lavoro.

COMUNICATO

(27.05.2011) 

Da quando si è credibilmente manifestata l’intenzione di “Autostrade per l’Italia” S.p.a. di cedere il controllo di “Strada dei Parchi” S.p.a. alla “Toto Costruzioni Generali” S.p.a. ci siamo imposti di non innescare, o alimentare, polemiche tra i/le lavoratori/trici in tale delicato passaggio, sebbene di motivi ne avevamo, e non pochi, a fronte delle manovre dei soliti “puparuoli” protagonisti delle solite “muine”, ma la pazienza, e soprattutto il buon senso, impongono dei limiti ed il primo di questi, oggi, è stato ampiamente superato.

Infatti, riportiamo di seguito il comunicato del 07.12.2010 di CGIL, CISL, UIL, UGL e SLA-CISAL:

Il giorno 6 Dicembre 2010 presso la Direzione Generale Anas si sono incontrate le scriventi OO.SS. e la Direzione Generale ANAS. Il tema del confronto come da nostra richiesta era l'informativa rispetto alla sottoscrizione del nuovo schema di convenzione e le notizie circa il possibile nuovo assetto della proprietà. Nello specifico è stata richiesta la consegna alle OO.SS. della nuova convenzione e garanzie rispetto al nuovo assetto azionario in particolare sulla tenuta occupazionale, sulla Direzione Generale di via Bona, e sulla continuità delle relazioni industriali. Vista l'assenza ad oggi di atti formali si è convenuto sulla necessità di tenere il tavolo e di riconvocarci al palesarsi di novità sostanziali.

Ebbene, dopo tale comunicato il silenzio assoluto, quindi, concludiamo, non hanno avuto, almeno da ANAS, nemmeno quell’unico, minimo, impegno ottenuto, nel precedente passaggio di proprietà, dal Gruppo Gavio all’attuale, di mantenere invariato il livello occupazionale dell’azienda per almeno tre anni. Nel frattempo, la trattativa tra “Autostrade per l’Italia” S.p.a. e la “Toto Costruzioni Generali” S.p.a. è proseguita, tutti gli atti sono stati sottoscritti ed approvati dalle Istituzioni preposte e nell’imminenza del passaggio di proprietà, noto ormai anche ai sassi, cosa succede ?

CISL da una parte, CGIL, UIL, UGL e SLA-CISAL dall’altra, proclamano lo stato di agitazione con minaccia esplicita (cisl) ed implicita (cgil & altri) di sciopero per ottenere, come hanno ottenuto oggi, un incontro con una proprietà che, come TUTTI presuppongono, tra qualche ora non sarà più la proprietà  e quindi, laddove anche fosse, impegni che tra qualche ora, di fatto, saranno solo carta straccia.

Tutto ciò ha, nel passaggio tra vecchia e nuova proprietà, un unico filo conduttore, quello di ostinarsi a definire “relazioni sindacali” tali dinamiche e ciò ci fa temere per il futuro dell’azienda e dei/lle lavoratori/trici, a fronte di un impegno finanziario di oltre 700 milioni per la rimanente durata della concessione.

 

 INCONTRO DEL 06.12.10 TRA ANAS E OO.SS. FIRMATARIE CCNL 

COMUNICATO DELLE SEGRETERIE RSA SDP

Filt–CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, UGL at, Sla-CISAL

Il giorno 6 Dicembre 2010 presso la Direzione Generale Anas si sono incontrate le scriventi OO.SS. e la Direzione Generale ANAS. Il tema del confronto come da nostra richiesta era l'informativa rispetto alla sottoscrizione del nuovo schema di convenzione e le notizie circa il possibile nuovo assetto della proprietà.

Nello specifico è stata richiesta la consegna alle OO.SS. della nuova convenzione e garanzie rispetto al nuovo assetto azionario in particolare sulla tenuta occupazionale, sulla Direzione Generale di via Bona, e sulla continuità delle relazioni industriali. Vista l'assenza ad oggi di atti formali si è convenuto sulla necessità di tenere il tavolo e di riconvocarci al palesarsi di novità sostanziali.

Roma, 7 Dicembre 2010. 

COMUNICATO COBAS del Lavoro Privato – Confederazione COBAS

Siamo abituati a considerare la realtà per quella che è e non per quella ci piacerebbe fosse, quindi non ci meravigliano i rifiuti di Strada dei Parchi S.p.a., ANAS S.p.a., Federreti e FISE (Confindustria) di qualsivoglia interlocuzione: dalla costituzione della RSU alla vertenza precari in Strada dei Parchi S.p.a. fino al rinnovo del CCNL unitamente ad USB (già RdB) ANAS. Del resto, il numero dei/lle nostri/e  iscritti/e e la mancata costituzione della RSU, proprio in Strada dei Parchi S.p.a, a causa  del mancato raggiungimento del quorum (solo il 13% dei/lle lavoratori/trici votarono) danno loro validi argomenti e ampia giustificazione, in termini di “politica sindacale”, a tal proposito.

Altra considerazione riguarda invece le OO.SS. dei/lle lavoratori/trici: Filt–CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, UGL Trasporti e Sla-CISAL, che ambiscono e perseguono la esclusiva titolarità nella rappresentanza dei lavoratori/trici anche di quelli/e con loro non iscritti/e, emarginando così, sistematicamente, qualsiasi opinione di dissenso con il pretesto che chi ne è portavoce non è firmatario del CCNL, pur ben sapendo come alle relative trattative viene a costoro negato di partecipare.

Tale “politica sindacale” venne, in particolare, già ben testimoniata anche in Strada dei Parchi S.p.a. dalla inutilità dei reiterati inviti informali e formali che all’epoca facemmo alle loro RSA e Segreterie Nazionali per la costituzione unitaria della RSU (prova ne sono le decine di raccomandate, con relativi avvisi di avvenuto ricevimento, e di fax con relativi riscontri di avvenuta trasmissione) nonostante da oltre 12 (dodici) anni, all’epoca, proprio il CCNL da loro firmato ne prevedesse, e ne prevede, la costituzione.

Evidentemente siamo degli “irresponsabili” da “tenere alla larga” ed infatti anche in Strada dei Parchi S.p.a le nostre lotte sindacali sono state caratterizzate da atti “irresponsabili” quali, per l’appunto, la richiesta di rispetto delle sentenze del Tribunale di Roma (come avvenne per i/le precari/ie vincitori/trici di causa a riguardo della propria stabilizzazione) e la richiesta di rispetto del loro stesso impegno a riguardo della possibilità di autentica scelta democratica della rappresentanza sindacale estendendola, con la costituzione della RSU, alle OO.SS. non firmatarie il CCNL ed a tutti/e i/le lavoratori/trici non iscritti/e ad alcuna O.S. (ricordiamo che nel nostro Paese i/le cittadini/e non iscritti/e ad alcun Partito politico, la stragrande maggioranza, hanno comunque il diritto di voto), riconoscendo, così, il diritto costituzionalmente garantito al dissenso anche nel luogo di lavoro come avviene nel resto della società, ad iniziare dalle Istituzioni quali il Parlamento, i Consigli Regionali, Provinciali, Comunali, Municipali, per finire ai “media” quali RAI, quotidiani e periodici di “opposizione” finanziati con fondi pubblici.   

Ovviamente di tutto ciò non ne facciamo un dramma, ma per trasparenza e coerenza, che da sempre sono nostre uniche prerogative, non possiamo esimerci dall’affermare che l’atto compiuto da Filt–CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, UGL Trasporti e Sla-CISAL, di richiedere ed ottenere, senza renderci partecipi, un incontro con ANAS S.p.a. a riguardo di eventi importanti per le sorti di Strada dei Parchi S.p.a., quali  l’eventuale futuro passaggio di proprietà e la nuova convenzione, oltre ad avvalorare ulteriormente la tesi della loro “insaziabile” volontà di esclusiva titolarità nella rappresentanza dei lavoratori/trici emarginando sistematicamente qualsiasi, anche solo lontanamente possibile, dissenso, merita di ricordare che il nostro Sindacato, non è stato, non è e non sarà mai “ruota di scorta” ovvero “firmatario di cambiali in bianco” per nessuno quindi se Filt–CGIL, Fit-CISL, UIL Trasporti, UGL Trasporti e Sla-CISAL hanno ottenuto, ancora una volta, dalle controparti, la esclusiva titolarità nella rappresentanza di tutti/e i/le lavoratori/trici, anche di quelli/e con loro non iscritti/e, sia ben chiaro che se ne assumono per intero, senza “se” e senza “ma”, da subito e per il futuro, l’intera, esclusiva, responsabilità.

Per concludere, rileviamo dal loro comunicato che per quanto attiene la chiusura definitiva della vertenza precari/ie in Strada dei Parchi S.p.a, ancora una volta nel “tavolo”, nell’occasione con ANAS, non è stata spesa una sola parola, a differenza, ad esempio, della “continuità delle relazioni industriali ”. 

Roma, lì 08.12.2010.   

 

STABILIZZARE I PRECARI

11.06.2011

 

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA

 

Dott. Giulio TREMONTI

C’è stato un abuso eccessivo di forme di tempo determinato. Servirebbe un limite a quegli strumenti contrattuali. Un conto è la flessibilità, un altro l’abuso.

26.05.2011

IL PAPA

BENEDETTO XVI

Non ultima fra le avversità della vita c'e' oggi la difficoltà ad accedere ad una piena e dignitosa occupazione: mi unisco, perciò, a quanti chiedono alla politica e al mondo imprenditoriale di compiere ogni sforzo per superare il diffuso precariato lavorativo, che compromette la serenità di un progetto di vita familiare, con grave danno per uno sviluppo autentico e armonico della società

 

08.04.2011

 

Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana

 

Cardinale Angelo BAGNASCO

Ci si augura che il precariato sia sempre una fase estremamente transitoria, il più possibile breve per poter diventare lavoro a tempo indeterminato e per dare anche la possibilità di un futuro, di un progetto di vita.
Dall'altra parte il tema del precariato se per un verso è stato ed è a volte una possibilità, come dire "meglio che niente", dall'altro lato se il precariato diventasse stabile non raggiungerebbe lo scopo che si è prefisso.

08.11.2010

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Dott. Giorgio NAPOLITANO

La famiglia è una straordinaria risorsa per l'intera collettività, è fondamento insostituibile per lo sviluppo e il progresso di una società aperta e solidale. Sostenere e salvaguardare il miglior svolgimento delle sue funzioni costituisce una doverosa attuazione dei principi sanciti al riguardo dalla carta costituzionale. La complessità dei temi all'esame della Seconda Conferenza Nazionale sulla Famiglia richiama tutti i soggetti istituzionali all'esigenza di affrontare con determinazione e lungimiranza i problemi principali che ostacolano il formarsi delle famiglie: la precarietà e l'instabilità dell'occupazione, la difficoltà di accesso ai servizi e sostegni pubblici e la loro disomogenea distribuzione sul territorio nazionale.

05.11.2010

 

IL GOVERNATORE DELLA BANCA D'ITALIA

 

Dott. Mario DRAGHI

Senza la prospettiva di una pur graduale stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, si indebolisce l'accumulazione di capitale umano specifico, con effetti alla lunga negativi su produttività e profittabilità.

Senza curarci di possibili letture di comodo dettate da insinuazioni appartenenti a malevola retorica, pubblichiamo, di seguito, la lettera pervenutaci da un precario di Strada dei Parchi S.p.a. in causa a difesa della stabilizzazione ottenuta nel 1° Grado di Giudizio. La pubblichiamo perchè rappresenta una realtà vissuta, giorno dopo giorno, da molti e da tanti, troppi, anni e da tanti, troppi, sconosciuta o dimenticata.  

Oggi, salvo imprevisti, dovrebbe svolgersi l'udienza del 2° Grado di Giudizio della mia causa contro SdP, ed anche stavolta mi piace "dichiararmi".

Ricordo, come fosse ieri, quante e quali motivazioni spinsero me e gli altri ad intraprendere una strada che sapevamo lunga e piena di avversità. Si cercava un riscatto dei diritti per troppo tempo negati e già questo portava un senso alto a quella scelta.

Per mia fortuna, non dimentico come eravamo e dove volevamo andare... io non lo dimentico. 

Nel frattempo, non pochi hanno operato scelte "borghesi", abbandonando una linea ed adottandone un'altra, per mero opportunismo, e citando un famoso testo di Roger Waters, hanno "barattato un ruolo nella battaglia, con uno di leader in una gabbia".

Io però non sono solo ed ai miei compagni di battaglia va tutto il mio rispetto.

A Natale i sentimenti più profondi per aver fatte sue, le nostre rivendicazioni, ed aver ispirato costantemente le nostre azioni: mai sarà riconosciuta a sufficienza la sua estrema lealtà. Alleato vero.

A tutti, per il coraggio di schierarsi dalla parte giusta.  

Comunque vada oggi per me, anche se dovessi incappare in una avversa Sentenza, nessuno potrà togliermi la soddisfazione incommensurabile di aver trasformato un sogno in realtà.

 

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23-2-2012

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